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Profilo di:
Marco Centorrino




Curriculum Marco Centorrino (1972) Dal 2005 ricercatore di Sociologia dei Processi Culturali e Comunicativi presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Messina, dove insegna Sociologia della Comunicazione. Già docente a contratto di Sociologia della Comunicazione (dal 2003) presso la facoltà di Lettere e Filosofia dell''Università di Catania. Dal 2001 al 2005 è stato, altresì, titolare di un assegno di ricerca presso la facoltà di Scienze Politiche dell’Università di Messina.

Categoria di socio ricercatore (cat. C)
Pubblicazioni

- Dall’Albero Azzurro a Zelig: modelli e linguaggi della tv vista dai bambini, Rubbettino: Soveria Mannelli, 2004
Marco Centorrino , Giovanni Caviezel , Rosaria Sardo
Il volume nasce da un progetto di ricerca basato su un innovativo approccio interdisciplinare. Si prova, infatti, a fornire una lettura dei fenomeni televisivi che possa cominciare a coniugare le analisi sul prodotto a quelle sui processi fruitivi e interattivi che esso genera con i bambini, invitando a riflessioni in grado di innescare un "circolo virtuoso"in materia di testi televisivi per l'infanzia tra creazione, ricezione e interpretazione. Tutto ciò rappresenta la rielaborazione di una concreta esperienza didattica, condotta dagli autori per gli studenti dei Corsi di Laurea in Lettere e in Scienze della Comunicazione della Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università di Catania.

- Tomb Raider o il destino delle passioni. Per una sociologia del videogioco, Guerini e Associati: Milano, 2002
, Domenico Carzo , Marco Centorrino
E' possibile tracciare un quadro della traslazione dal concetto di gioco a quello di videogioco? Tomb Raider - uno dei più famosi videogiochi nel mondo - quali passioni suscita, quali bisogni di interattività è in grado di soddisfare? Quali valori Lara Croft trasmette a quella che viene definita la "Playstation generation"? Il volume - anche attraverso una serie di ricerche empiriche - ricostruisce il ruolo ricoperto dal videogioco nella moderna industria culturale, abbandonando definitivamente letture che tendono a delegittimarlo in termini di identità mediologica, riducendone la valenza simbolica entro la dimensione di prodotto costretto all'interno dei confini del tempo libero, dell'evasione e della violenza. L'analisi prende altresì in esame alcuni aspetti del fenomeno - dalla genesi dell'industria del videogame, alla "pirateria" - fino ad oggi non completamente sviscerati in chiave sociologica.

- La rivoluzione satellitare. Come Sky ha cambiato la televisione italiana
, Marco Centorrino
Il volume si propone di analizzare il fenomeno della tv satellitare italiana, in continua espansione dopo l’avvento di Sky, le cui innovazioni – secondo l’autore – autorizzano a individuare la nascita di un’era neo-sat. L’idea di partenza è un ribaltamento della prospettiva secondo cui la televisione free to air e la pay tv sono destinate a una pacifica convivenza, offrendo prodotti sostanzialmente complementari. La ricerca rivela, invece, che i contenuti cominciano a rispecchiare in maniera sempre più evidente le diverse filosofie aziendali: quella della tv generalista – storicamente consolidata – in base alla quale il profitto nasce dalla “vendita” dell’audience agli inserzionisti pubblicitari, quella della tv satellitare i cui introiti sono legati principalmente alla vendita di programmi all’audience. Un inedito viaggio all’interno dei bouquet tematici, così, offre l’opportunità di riscoprire il concetto di genere e di allontanarsi sempre più dal modello del flusso, finora comunemente sfruttato per illustrare le connotazioni della televisione italiana. In base all’analisi emerge un nuovo quadro, caratterizzato da ciò che l’autore definisce effetto strobe: contenuti ingabbiati e fruibili all’interno di sequenze rigidamente determinate, singolarmente distinguibili e allo stesso tempo incorporati in un unico linguaggio televisivo.

- Bulli, pupe e videofonini
, Marco Centorrino
Violenti, precoci, maleducati: sono gli aggettivi oggi più ricorrenti nelle rappresentazioni mediatiche dedicate ai giovanissimi. L’allarme bullismo, infatti, sembra marcare in modo indelebile l’opinione complessiva sulle nuove generazioni italiane. Eppure, come testimoniano le statistiche relative ai consumi culturali, sono proprio gli attori sociali più piccoli ad avere assunto l’onere di “traghettare” il paese in un’altra epoca: quella successiva all’avvento delle tecnologie digitali. Prendendo in esame le dinamiche culturali e comunicative dei 12/16enni, il volume propone quindi un percorso che, snodandosi attraverso varie fasi di ricerca, porterà a compimento un processo di metamorfosi. Bulli e pupe, lungo l’analisi, diventeranno “digitali nativi”: gli appartenenti alla prima generazione nata dopo i profondi mutamenti che hanno caratterizzato la seconda metà del Novecento. Un’immagine che non avrà l’ambizione di smentire tout court la visione comune, bensì di affiancarla contribuendo a tracciare un identikit maggiormente dettagliato di questi ragazzi.


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